Sette consigli agli abitanti della Terra del 2088, Kurt Vonnegut [da Chronicles from the Holocene Blogspot, 2014]

Nel 1988 la Volkswagen, come parte di una campagna pubblicitaria su Time Magazine, chiese ad un certo numero di influenti pensatori di scrivere una lettera aperta agli abitanti della Terra del 2088, esattamente cent’anni dopo. La lettera che segue è di Kurt Vonnegut, tra coloro i quali risposero positivamente all’appello. (…)
(Un’altra lettera di Vonnegut, piena di imperdibili consigli a dei giovani studenti, può essere letta qui).

Vonnegut esamina con innegabile anticipo quelli che sono dei temi attualissimi: la preoccupazione per il destino del pianeta, il disinteresse verso questo destino che hanno alcune aree della società e la volontà di cambiare le cose. Come comportarsi, una volta che ci si è assunta la responsabilità di agire?

“Signori e Signore del 2088,

“Ci è stato suggerito che voi potreste apprezzare delle parole sagge provenienti dal passato, e che molti di noi del ventesimo secolo avremmo dovuto mandarvele. Conoscete il consiglio di Polonio nell’Amleto di Shakespeare: “Questo sopratutto: sii sincero verso te stesso”? Oppure che dire delle istruzioni da parte del Divino San Giovanni: “Abbi timore di Dio e rendigli Gloria; per il momento in cui il Suo giudizio arriverà.” Il miglior consiglio da parte della mia era per voi o per chiunque in qualunque tempo, credo, è una preghiera usata in principio dagli ex-alcolisti che sperano di non toccare mai più il bicchiere: “Dio mi ha dato la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso, e la saggezza per conoscere la differenza tra le due.”

“Il nostro secolo non è stato così liberale con la saggezza come alcuni altri, ed io penso che sia perché siamo stati i primi a poter ottenere informazioni affidabili sulla situazione dell’uomo: quanti di noi c’erano, quanto cibo potevamo coltivare o raccogliere, quanto velocemente ci stavamo riproducendo, cosa ci faceva ammalare, cosa ci faceva morire, quanti danni stavamo facendo all’aria e all’acqua e al suolo su cui la maggior parte delle forme di vita dipendeva, quanto violenta e senza cuore la natura può essere, e così via. Come potevamo diventare saggi con così tante brutte notizie che si accumulavano?

“Per me, la notizia più paralizzante è stata che la Natura non è conservazionista. Non aveva bisogno di nessun aiuto da parte nostra per smontare il pianeta e rimetterlo a posto in una maniera diversa, non necessariamente migliorandolo dal punto di vista degli esseri viventi. Dava fuoco alle foreste con i fulmini. Ricopriva vasti tratti di terra arabile con la lava, che non poteva supportare la vita meglio di quanto lo farebbe un parcheggio in una grande città. Nel passato aveva permesso la discesa dei ghiacciai giù dal Polo Nord macinando vaste porzioni dell’Asia, dell’Europa e del Nord America. Ne c’è una qualche ragione per cui non potrebbe rifarlo un giorno o l’altro. In questo momento sta trasformando le fattorie Africane in deserto, e si può prevedere che scaglierà maremoti o piogge di meteoriti dallo spazio in ogni momento. Non ha solo sterminato specie squisitamente evolute in un batter di ciglia, ma anche ha asciugato oceani e affogato continenti. Se le persone pensano che la Natura sia loro amica, allora non hanno bisogno sicuramente di una nemica.

“Sì, e come voi, persone che vivono a cent’anni da noi, dovreste sapere molto bene, e come i vostri nipoti sapranno ancora meglio: la Natura è  spietata quando si tratta di far corrispondere la quantità di vita in ogni posto e  in ogni momento alla quantità di cibo disponibile.

“Così, cosa avete fatto voi e la Natura per il sovrappopolamento? Qui nel 1988, ci stiamo vedendo come una sorta di nuova glaciazione, dal sangue caldo e intelligente, implacabile, sul punto di divorare avidamente tutto e poi far l’amore- per raddoppiare nuovamente di dimensione.In seconda istanza, non sono sicuro di poter sopportare di sentire cosa voi e la Natura abbiate potuto fare per lo squilibrio troppe persone – poca disponibilità di cibo. E qui vi propongo un’idea un po’ pazza: è possibile che ci siamo puntati contro missili con testate nucleari all’idrogeno, pronti al lancio, in modo da distoglierci la mente dal problema più profondo -quanto crudelmente possiamo aspettarci che la Natura ci tratti, la Natura essendo la Natura, nel futuro prossimo?

“Ora che possiamo discutere il caos in cui ci troviamo con un po’ di precisione, spero che voi abbiate smesso di scegliere degli ottimisti atrocemente ignoranti come vostri leader. Essi sono stati utili fino a quando nessuno aveva idea di ciò che stava succedendo, durante i passati sette milioni di anni. Nel mio tempo essi sono stati catastrofici come capi di sofisticate istituzioni con del vero lavoro da svolgere.

“Il tipo di leader di cui abbiamo bisogno non è quello che promette la sconfitta finale della Natura attraverso la perseveranza nel vivere come viviamo al giorno d’oggi, ma quelli con il coraggio e l’intelligenza di presentare al mondo un’austera ma ragionevole resa alla Natura:

  1. Riducete e stabilizzate la popolazione
  2. Basta con l’inquinamento di aria, acqua e suolo
  3. Basta prepararsi alla guerra e iniziate ad occuparvi dei veri problemi
  4. Insegnate ai vostri bambini, e anche a voi stessi, mentre lo fate, come abitare un piccolo pianeta senza ucciderlo
  5. Smettete di pensare che la scienza possa sistemare tutto se le fornite un trilione di dollari
  6. Smettete di pensare che i vostri nipoti staranno bene, non importa quanto spreconi o distruttivi voi siate, dal momento che potranno andare su un nuovo e bel pianeta su una navicella spaziale. Questo è veramente meschino, e stupido
  7. E così via. O ancora.

“Sono troppo pessimista sulla vita tra cent’anni? Forse ho speso troppo tempo con scienziati e poco con chi scrive i discorsi ai politici. Per quello che so, anche i portaborse avranno i propri elicotteri e i propri razzi personali nel 2088. Nessuno dovrà lasciare casa propria per andare al lavoro o  a scuola, o fermarsi per guardare la televisione. Tutti siederanno tutto il giorno schiacciando le chiavi di un computer connesso a tutto quanto ci sia, e berranno aranciata con le cannucce come gli astronauti.”

Saluti,

Kurt Vonnegut

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Fonte originale: http://chroniclesfromtheholocene.blogspot.com/2014/05/7-consigli-di-kurt-vonnegut-agli.html