Sulla pratica dell’I Ching – Incontri

Per chi fosse interessato, si terranno 4 incontri a cadenza mensile sulla mantica dell’I Ching secondo la visione dei maestri taoisti Alfred Huang e Deng Ming-Dao.

Teoria e pratica saranno così considerate:

      • Procedura
  • Attualizzazione del contesto storico
  • Lettura
  • Interpretazione

1° incontro –  giovedì 2 febbraio ore 14:30 – Lecco provincia

Per informazioni: Contatto

Ho sentito dunque raccontare … , Platone (Estratto dal “Fedro”)

SOCRATE: Ho sentito dunque raccontare che presso Naucrati, in Egitto, c’era uno degli antichi dèi del luogo, al quale era sacro l’uccello che chiamano ibis; il nome della divinità era Theuth. Questi inventò dapprima i numeri, il calcolo, la geometria e l’astronomia, poi il gioco della scacchiera e dei dadi, infine anche la scrittura.

Re di tutto l’Egitto era allora Thamus e abitava nella grande città della regione superiore che i Greci chiamano Tebe Egizia, mentre chiamano il suo dio Ammone.

Theuth, recatosi dal re, gli mostrò le sue arti e disse che dovevano essere trasmesse agli altri Egizi; Thamus gli chiese quale fosse l’utilità di ciascuna di esse, e mentre Theuth le passava in rassegna, a seconda che gli sembrasse parlare bene oppure no, ora disapprovava, ora lodava. Molti, a quanto si racconta, furono i pareri che Thamus espresse nell’uno e nell’altro senso a Theuth su ciascuna arte, e sarebbe troppo lungo ripercorrerli; quando poi fu alla scrittura, Theuth disse:

«Questa conoscenza, o re, renderà gli Egizi più sapienti e più capaci di ricordare, poiché con essa è stato trovato il farmaco della memoria e della sapienza».

Allora il re rispose: «Ingegnosissimo Theuth, c’è chi sa partorire le arti e chi sa giudicare quale danno o quale vantaggio sono destinate ad arrecare a chi intende servirsene. Ora tu, padre della scrittura, per benevolenza hai detto il contrario di quello che essa vale.

Questa scoperta infatti, per la mancanza di esercizio della memoria, produrrà nell’anima di coloro che la impareranno la dimenticanza, perché fidandosi della scrittura ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e da se stessi; perciò tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria.

Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l’apparenza, non la verità: ascoltando per tuo tramite molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano, e la loro compagnia sarà molesta, poiché sono divenuti portatori di opinione anziché sapienti».

Estratto da: Fedro, Platone (Edizione Acrobat, trad. Patrizio Sanasi)

Fonte e testo integrale: http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiPDF/Platone/Fedro.pdf

Il Capodanno cinese, da Star Walk (estratti)

Ogni anno, il capodanno cinese cade in date diverse, ma si verifica sempre al novilunio tra il 21 gennaio e il 20 febbraio.

Perché la data del giorno festivo cambia di anno in anno? Mentre nei paesi occidentali, per celebrare le festività tradizionali viene utilizzato il calendario gregoriano, i cinesi usano il proprio calendario lunisolare, che contia un mese extra occasionale.

Anche se il calendario tradizionale cinese è spesso indicato come calendario lunare, è, a tutti gli effetti, un ibrido di calendari lunari e solari. Significa che tiene conto sia dell’orbita della Luna intorno alla Terra che dell’orbita della Terra intorno al Sole.

Nel calendario cinese viene utilizzato il mese sinodico. È il periodo che la Luna impiega per ruotare intorno alla Terra rispetto al Sole. Il mese sinodico dura da un novilunio a quello successivo, ed equivale a 29,53 giorni. Se moltiplichi questo numero per 12 mesi, otterrai 354 giorni all’anno, ovvero 11 giorni in meno di quanto ci voglia al nostro pianeta per ruotare intorno al Sole.

I cinesi volevano correggere questa incoerenza e sincronizzare il loro calendario con il movimento della Terra intorno al Sole. Quindi, una volta ogni tre anni, viene aggiunto un 13 ° mese al calendario cinese. Questo “mese bisestile” è il motivo per cui il capodanno cinese cade in date diverse ogni anno nel calendario gregoriano.[…]

[…] Le celebrazioni del Capodanno cinese presentano comunemente decorazioni di colore rosso nelle abitazioni, l’utilizzo di botti e fuochi d’artificio, danze del drago e del leone per strada, e il consumo di jiaozi (gnocchi cinesi) con la propria famiglia. Non molte persone sanno che i cinesi seguono anche delle “istruzioni” tradizionali su come comportarsi in ciascuno dei 16 giorni di celebrazione del nuovo anno. Eccole qui:

  • 21 gennaio: cena in famiglia, dove si rimane in piedi fino a mezzanotte;
  • 22 gennaio: visita ai parenti e alle tombe degli antenati;
  • 23 gennaio: le donne sposate fanno visita ai loro genitori con i loro mariti e figli;
  • 24 gennaio: stare a casa con la famiglia e giocare;
  • 25 gennaio: pregare e andare ai templi;
  • 26 gennaio: rompere i tabù dei giorni precedenti (come fare lavori di cucito e tagliarsi i capelli);
  • 27 gennaio: sbarazzarsi di cose vecchie e indesiderate;
  • 28 gennaio: uscire in mezzo alla natura;
  • 29 gennaio: prendere parte a un’altra cena in famiglia;
  • 30 gennaio: accendere l’incenso in onore del mitico Imperatore di Giada;
  • 31 gennaio: celebrare la “nascita della pietra” (la nascita di tutte le cose) non spostando nulla che sia fatto di pietra;
  • 1 febbraio: i padri invitano i loro generi;
  • 2-4 febbraio: cucinare e fare lanterne come preparazione per il Festival delle Lanterne;
  • 5 febbraio: accendere lanterne, rispondere agli indovinelli scritti su di esse, guardare le danze del drago e mangiare il dessert tradizionale chiamato tangyuan.(segue)

Fonte e testo integrale: https://starwalk.space/it/news/chinese-new-year

I CHING | 26 DA CHU – Grande Contenimento, Deng Ming-Dao

26–DA CHU (Grande Contenimento), Deng Ming-Dao – estratto da The living I Ching (HarperOne)

Esagramma – GEN (Monte) sopra – QIAN (Cielo) sotto.

Simbolismo classico* Il grandioso potere di Cielo è concentrato nell’immobilità di Monte. * La formazione delle linee mostra due linee yin nelle posizioni controllanti in mezzo all’esagramma: quattro linee yang sono pertanto limitate da due linee yin.

Definizioni dizionario – DA: Grande, largo. Grandioso. Molto. Assai, all’estremo. Il più vecchio, anziano; pienamente cresciuto, adulto. Ampliare, rendere grande. CHU: Animali addomesticati. Allevare bestiame.

Sequenza e collegamento: Se una persona è pura e non avventata, c’è la possibilità di grande controllo.

La Dichiarazione: Ottenere ergendosi retti. / Non mangiare a casa porta fortuna. / Avanzare attraversando un grande fiume.

L’Immagine: Cielo nel centro di Monte: grande contenimento. / La persona nobile studia con assiduità le parole e le profezie del passato, e così facendo nutre la virtù.

*****

Grande Contenimento crea potere. La forza dell’acqua viene imbrigliata per mezzo di una diga. La forza di un cavallo viene domata dalla bardatura. La virtù di una persona è più forte una volta concentrata dalla disciplina.

L’esagramma 9 [Xiao Chu], il Poco Doma, mostrava una situazione dove il controllo cominciava ad emergere. Qui, dopo il progresso rappresentato dagli esagrammi precedenti, Grande Contenimento mostra quali grandi raggiungimenti sono possibili.

I Mutamenti usano spesso la frase “avanzare attraversando il grande fiume” come indicazione di tali grandi imprese. La giustapposizione, qui, di questa frase con il nome dell’esagramma ci ricorda anche il trascendere limiti precedenti. Il fiume è un limite; attraversarlo significa passare i limiti. Per spezzare il grande contenimento di un confine occorre il grande contenimento dato dal controllo sulla nostra mente e sul nostro corpo nell’azione. Sfondare le barriere ci è possibile soltanto grazie a un supremo controllo.

Grande Contenimento implica tre tipi di controllo. Il primo è il controllo sugli impulsi avventati; il secondo è l’azione disciplinata e il terzo è il rinnovamento quotidiano del nostro carattere.

Il controllo sugli impulsi avventati è fondamentale. Tutti proviamo emozioni che hanno la meglio su di noi, la pigrizia che ci abbatte e ambizioni che ci affollano il cuore. Alcuni amano vivere ogni sorta di emozione forte, ma queste emozioni rendono anche instabili. Quando la giornata diventa irritante, quando insultiamo o siamo violenti, quando tremiamo per l’insicurezza e la paura, non c’è possibilità di contenimento. È soltanto attraverso la calma e la pazienza nella vita quotidiana, e la delusione e la fatica, che osserviamo la necessità di contenersi.

Una volta che possediamo i rudimenti dell’auto-controllo, si ha la potenzialità della disciplina. Un buon cavallo obbedisce alle redini. Un buon militare obbedisce al suo comandante. Allo stesso modo, noi dobbiamo prepararci e sostenerci ogni giorno. Il raggio d’azione delle possibilità, per una persona disciplinata è ben più ampio di quello di una persona avventata che non sa collegare un atto dopo l’altro. La persona disciplinata riesce a vedere il sentiero davanti a sé, considera i preparativi che sono necessari, stende dei piani per procedere lungo quel sentiero e intraprende i passi per terminare il viaggio. È il grande contenimento della disciplina che rende possibile tutto questo.

Il rinnovamento quotidiano del carattere emerge da un costante grande contenimento. Ogni giorno tutti noi ci troviamo stanchissimi; tutti abbiamo dei dubbi, e possiamo anche irritarci per le mete che ci siamo prefissati. Questo è il motivo per cui dobbiamo rinnovarci quotidianamente con il riposo, del buon cibo e riaffermare la nostra dedizione. Dobbiamo riaffermare la necessità di agire in modo morale. Dobbiamo riaffermare il valore dei nostri scopi personali. E se abbiamo sofferto, dobbiamo prenderci tempo per guarire. La virtù non è un concetto in qualche libro. La virtù è un potere reale che si fa forte quando è concentrata dalla disciplina.

Cielo limitato da Monte riassume in modo succinto un grande contenimento. Tale contenimento non è come il blocco dell’esagramma 12 [Pi] Occlusione/Impedimento. Di fatto, la Dichiarazione ci dice che questo contenimento viene con l’essere puri e retti. Grazie a questo potere, non dovremmo nasconderci in casa con le nostre famiglie, ma dovremmo avventurarci fuori per trovare la nostra fortuna. Rimuovendo ogni dubbio, l’Oracolo ci esorta ad avanzare verso più ampie possibilità.
[…]

Monte che limita Cielo: l’Immagine ci mostra come potremmo scoprire il segreto del Gran Contenimento. Studiando la parole del passato: non soltanto libri, ma anche poesie, discorsi ed anche la saggezza dei nostri anziani. Studiando le profezie: in senso più ampio, studiando i piani fatti dalle persone e osservando il loro successo, noi troviamo il modo per nutrire la nostra virtù.

L’immagine di Monte e Cielo ci lascia con un ultimo quadro: la persona nobile, che si erge salda come una montagna, è percorsa dal potere del cielo. Se noi comprendiamo un tale grandioso contenimento, come possiamo mancare di realizzare raggiungimenti alti come la cima di un monte e vasti come il cielo?—-

– Estratto da: The living I Ching, Deng Ming-Dao (HarperOne, Harper-Collins Publishers)

Traduzione: Paola

I CHING | 40 JIE – Sollievo, Taoist Master Huang

I Ching | 40 JIE – Sollievo  – estratto da The complete I Ching (Inner Traditions Publishing)

NOME E STRUTTURA

Jie ha molti significati. In origine significava separare o rimuovere e, successivamente, liberare o alleviare, in particolare alleviare dal dolore o dall’angoscia. In questo gua, significa sollievo dall’avversità. Wilhelm traduce Jie come Liberazione e Blofeld la traduce con Rilascio. Sia Liberazione che Rilascio denotano un permettere di andarsene, lasciar libero o slacciare. Il significato di Sollievo è più vicino a quello di alleviare, attenuare o porre fine a un dolore, un’angoscia o a un’ansia. Dato il contesto di questo gua, io adotto il termine di Sollievo.

Sequenza del GuaLe cose non possono rimanere avverse senza giungere a una fine. Quindi, dopo Avversità segue Sollievo.

L’ideogramma di Jie illustra il suo significato originario: separare o rimuovere. Consiste di tre parti: a sinistra c’è un corno e in basso a destra un bue. L’immagine sembra quella del muso di un bue con un corno curvo verso l’alto. Sopra il corno del bue c’è un coltello. Preso nel suo insieme, l’ideogramma mostra che il corno viene separato e rimosso dal capo di un bue da un coltello. Questo gua è l’inverso del precedente,  (39–JIAN); dopo essersi liberato da un’avversità, uno tende a indulgere nuovamente nei piaceri e crea una nuova avversità. Pertanto, Avversità e Sollievo si complementano l’un l’altro.

La struttura di questo gua è Tuono sopra, Acqua sotto a significare un temporale con pioggia torrenziale. Tuono rappresenta il movimento e l’acqua sta per la tenebra/il buio. Si può immaginare un temporale violento e scatenato. Dopo che la terribile forza del temporale è passata nel corso dell’oscurità, il pericolo è scongiurato. C’è un vecchio detto cinese che dice: “Dopo il temporale, il cielo diventa più terso.” Pioggia e temporale lavano via la polvere, ma non durano molto. La gente torna a respirare più facilmente quando l’atmosfera smette di essere calda e soffocante. La tensione si scioglie. E un nuovo ciclo ha inizio.

Quando la linea intera al terzo posto e la linea spezzata al quarto posto di Crescere verso l’Alto (46–SHENG) si scambiano di posto, Crescere verso l’Alto muta in Sollievo. Il gua superiore di Crescere verso l’Alto è Terra, e rappresenta il sud-ovest. Per questo la Decisione dice: “Sollievo. Favorevole il sud-ovest.” Lascia intendere che, per attenuare una situazione difficile, si dovrebbe seguire la via dello yin come la Terra, con dolcezza e amabilità. Dopo il sollievo dall’avversità, si dovrebbe riposare e riprendersi come la Terra, che nutre e accudisce la miriade di esseri.

Decisione (interpretazione di Re Wen)

Sollievo. /  Favorevole il sud-ovest. / Nessun posto dove andare… / Tornare indietro, ritornare alla normalità. / Buona fortuna. / Un posto dove andare… / Non ritardare: buona fortuna.

Commentario sulla Decisione (elaborazione di Confucio sulla Decisione di Re Wen)

Sollievo. / Il pericolo produce movimento. / Attraverso il movimento, il pericolo è rimosso. / Questo è ciò che Sollievo significa.

Sollievo. / Favorevole il sud-ovest. / Andare avanti, vincere la moltitudine. / Ritornare indietro porta buona fortuna. / Egli ottiene la posizione centrale.

Se c’è un posto dove andare / Agire senza ritardo porta buona fortuna. / Egli otterrà merito andando avanti.

Cielo e Terra ottengono Sollievo; / Temporale e Pioggia vengono insieme. / Quando temporale e pioggia vengono insieme, / i boccioli delle piante e i frutti degli albri cominciano a prorompere.

Grande davvero è il tempo di Sollievo!

Commentario sul Simbolo (interpretazione di Confucio sulla giustapposizione dei trigrammi superiore e inferiore)

Rumore di Tuono con Pioggia battente. / Un’immagine di Sollievo. / In corrispondenza con questo, / La persona superiore perdona gli errori / E gestisce con gentilezza le cattive azioni.

SIGNIFICATO

Questo gua è l’inverso di Avversità, che lo precede. Ora l’avversità è rimossa. Rimuovere l’avversità è un periodo temporale importante; se il periodo temporale non è favorevole, si deve restare fermi. La Decisione indica che se non c’è dove andare, tornare indietro sarà propizio. D’altro canto, se c’è dove andare, agire immediatamente porterà buona fortuna. Oltre alla tempistica, è assolutamente importante l’armonia tra le persone.

Il gua ha due conduttori: la linea spezzata al quinto posto e la linea intera al secondo posto. La linea spezzata al quinto posto rappresenta un re che è umile e gentile. La linea intera al secondo posto rappresenta un ufficiale che è forte e stabile. Questi due elementi sono yin e yang complementari. Si supportano reciprocamente. Un capo saggio opera con un capace subordinato: insieme rimuovono l’avversità. Le linee spezzate al secondo, terzo e sesto posto si servono rispettivamente della volpe, del ladro e del falcone come immagini di potenziali pericoli, suggerendo che durante il periodo in cui si rimuove l’avversità, si dovrebbe continuare ad essere cauti.

Il gua ci dice che per coloro che si recarono nel Regno di Zhou cercando asilo dal Tiranno di Shang l’avversità scomparve. Ciò fu un bene per coloro che vennero a stare nel Regno di Zhou (a sud-ovest); e per coloro che proseguirono, dato che non c’era dove andare, il tornare indietro fu ancora bene quando lo fecero senza attardarsi.—

 

– Estratto da: The complete I Ching, the definitive translation of  Taoist Master Alfred Huang, Inner Traditions Publishing

Traduzione: Paola

I CHING | 40 XIE – Lasciare andare, Deng Ming-Dao

40–XIE (Lasciare andare), Deng Ming-Dao – estratto da The living I Ching (HarperOne)

Esagramma – ZHEN (Tuono) sopra – KAN (Acqua) sotto.

Simbolismo classico* Tuono; movimento combinato con Acqua. Un grande rilascio di acqua arginata rappresenta la liberazione dalle difficoltà. * Una seconda interpretazione consiste nel vedervi Tuono e Pioggia. La mancanza di pioggia produce siccità; quando la pioggia arriva si libera una nuova crescita e anche questo rappresenta una liberazione.

Definizioni dizionarioXIE – Slacciare, slegare, allentare, disfare. Risolvere un problema difficile. Spiegare, chiarire, interpretare. Capire. Idee, punti di vista. Separare, disperdere. Rimuovere, spogliare. Sollevare, alleviare. Fare a pezzi, sezionare. Scaricare. Dissolvere.

Sequenza e collegamento: Trovare soluzioni per ottenere un rilascio fa svanire le difficoltà.

La Dichiarazione: Si ottiene a ovest e sud./Nessun motivo per andare avanti/pertanto c’è il ritornare, e la fortuna./Avere un luogo dove andare: alba della fortuna.

L’Immagine: Tuono e Acqua agiscono:/rilascio./La persona nobile/condona gli errori/e perdona le offese.

*****

Lasciare andare è un’aspirazione normale per chiunque si trovi intrappolato dalle circostanze. In tempi di grande difficoltà, è spesso difficile immaginarne la fine. Secondo la via dei Cambiamenti, nulla dura per sempre… e questo include il travaglio. Quando i nostri problemi si allentano, e come se un ostaggio venisse liberato. È un dolce rilascio.

Lasciare andare significa ritornare a nuove possibilità. Il consiglio intrinseco a questo esagramma non è di girare intorno o tentare di controllare le difficoltà da cui si è appena fuggiti. Le difficoltà, qui, non solo le banali irritazioni della vita quotidiana, ma le questioni di vita o di morte. Quando i nostri cari o il nostro stesso cuore sono stati in ostaggio, noi non vogliamo riviverne l’orrore. Noi vogliamo liberarcene. Vogliamo nuovi prati.

Questa è anche una raccomandazione contro il desiderio di vendetta. Una volta che vi siete liberati dalle difficoltà, non siate punitivi. Perdonate, e andate avanti.

Abbiamo presentato il cambiamento in quanto ciclico. Lasciare andare/Liberarsi ci ricorda che non siamo condannati alla ciclicità. Dovremmo scegliere di lasciar andare ogni qual volta le cose non sono buone; cambiare il contesto della propria vita non appena se ne presenta l’opportunità. È vero, la nuova situazione avrà i suoi propri cicli, ma questi saranno completamente differenti da ciò che si sta lasciando. Sarà un nuovo inizio. Ci sono fonti di rilascio sia esterne che interne. Le fonti esterne provengono dal nostro ambiente o dall’assistenza di altre persone; per esempio, un veliero incappato in un’assoluta bonaccia può andare perduto se non arriva un nuovo vento. Un territorio colpito dalla siccità non può sopravvivere se non arriva una nuova pioggia.

Dal punto di vista interiore, noi possiamo creare un rilascio. Se coloro che stiamo guidando soffrono per una disciplina troppo rigida, possiamo allentare le redini. Fare un complimento, dar loro la possibilità di prendere decisioni e offrire il supporto di cui hanno bisogno, farà più di un aspro rimprovero.

L’ideogramma originario di Lasciare andare/Liberarsi unisce l’immagine di un corno o/e di un coltello. Che questo stia a significare un corno di bue affilato come un coltello, o un coltello ricurvo come un corno di bue, rimanda al fatto che noi possiamo risolvere i problemi tagliando di netto i nodi.

Tagliare per ottenere una liberazione non deve essere fatto con leggerezza. Spezzare con violenza delle corde strettamente legate può far spillare ciò che è contenuto. La nostra operazione potrebbe tagliare troppo o essere troppo traumatica. Comunque sia, il momento del rilascio è cosa buona e benvenuta nei giorni di tensione.

Lasciare andare/liberarsi è la logica conseguenza della situazione di impedimento dell’esagramma precedente (39–JIAN). L’immagine precedente alludeva a dell’acqua bloccata sulla cima di una montagna. Qui, l’acqua si libera e gli eventi iniziano di nuovo a scorre per noi. E non solo questo: la Dichiarazione ci mostra il momento del lasciare andare: siamo al punto in cui si è impediti dal muoverci in avanti; ora la fortuna ritorna lì dove noi siamo. Durante il tempo in cui siamo bloccati, dovremmo restare consapevoli e predisporre piani per l’inevitabile cambiamento in arrivo. È qui che sta la nostra opportunità: avere un posto dove andare, e incamminarci verso di esso. L’alba della nostra nuova fortuna si avvicina. (…)

Il tempo che precede un temporale è un tempo di crescente pressione. Ansia e problemi sono un tutt’uno. Quando il temporale arriva, si liberano tuoni e pioggia; ciò che segue, quando l’aria è limpida e il cielo sereno, è un grande allentamento della pressione. Allo stesso modo, la persona nobile sa che le leggi e le regole troppo rigorosamente applicate creano pressione, risentimento e difficoltà. Pertanto, il saggio allenta un po’ la sua stretta, condona gli errori degli altri e perdona le trasgressioni.

Il Rilascio ci è dolce quando a noi viene offerto. Lasciar andare sarà dolce se noi lo possiamo concedere agli altri. Tale liberazione è una delle generosità più belle.—

 

– Estratto da: The living I Ching, Deng Ming-Dao (HarperOne, Harper-Collins Publishers)

Traduzione: Paola

Abitare l’intreccio del mondo vivente, Sofia Belardinelli (da Il Tascabile)

Estratto interno – Articolo completo: https://www.iltascabile.com/scienze/margulis-eco-evo-devo-evoluzione/

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(…) La visione propugnata da Margulis si poneva in netto contrasto con questa narrazione. La vita si basa sulla cooperazione, scriveva la biologa, piuttosto che sulla competizione: dallo sviluppo individuale (ontogenesi) fino ai fenomeni macroevolutivi come la speciazione, tutto dipende in primo luogo da una pacifica collaborazione tra viventi, che si realizza spesso sotto forma di unioni simbiotiche.

Tale proposta, sebbene scientificamente solida e molto esplicativa, era inaccettabile per la teoria dominante: un suo riconoscimento, anche solo parziale, avrebbe messo in discussione troppi dei suoi capisaldi. Ma uno dei meriti di Margulis, dotata di grande caparbietà e conscia della validità delle proprie ipotesi, fu proprio questo: aprire una crepa nel muro di certezze su cui poggiava l’evoluzionismo “gene-centrico” novecentesco, creare le condizioni per l’avvio di un dibattito sui fondamenti teorici di questo campo della ricerca scientifica.

In tal modo, insomma, veniva per la prima volta messa in dubbio l’effettiva oggettività della descrizione del mondo naturale costruita, a partire dal nucleo esplicativo darwiniano, dalla Sintesi Moderna della biologia evoluzionistica. Una volta riconosciuto che processi quali la competizione, l’individualismo, la lotta hanno un’importanza tutto sommato secondaria in natura rispetto a processi come la cooperazione multilivello e la simbiosi, diviene infatti evidente come quella narrazione sia figlia di una specifica Weltanschaaung, la stessa che ha portato, quasi parallelamente, all’emersione del capitalismo. L’operazione teorica di Margulis e dei (pochi) studiosi che, in quegli anni, iniziavano a mettere in discussione gli assunti principali della Sintesi Moderna consisteva, perciò, anche nell’allontanamento (seppur parziale) da uno dei punti nodali della visione darwiniana: la descrizione della natura incentrata sul principio di selezione naturale, il quale agisce in risposta alle necessità che emergono da un preciso contesto ecologico – quello della lotta per l’esistenza (struggle for existence) – e che il naturalista inglese aveva elaborato a partire dalle analisi malthusiane sul contrasto tra gli alti tassi di fecondità delle popolazioni naturali e l’insuperabile scarsità delle risorse disponibili.

Processi quali la competizione, l’individualismo, la lotta hanno un’importanza tutto sommato secondaria in natura rispetto a processi come la cooperazione multilivello e la simbiosi.

Proprio grazie all’avanguardistico lavoro di Margulis e degli scienziati che, nei decenni successivi, seguirono la sua suggestione di un altro modo di intendere il mondo naturale, la comprensione della fitta rete di relazioni collaborative che permea il mondo vivente ha compiuto nel tempo grandi progressi, rivelando che, proprio come ipotizzato dalla biologa statunitense, la cooperazione è un motore evolutivo fondamentale e operante ad ogni livello.

Oggi sono sempre più numerosi i ricercatori che abbracciano questa prospettiva, riconoscendo alla cooperazione un ruolo di primo piano nella storia della vita sulla Terra. I meccanismi collaborativi che muovono la vita sono indagati sempre più a fondo e, a poco a poco, emerge con chiarezza quanto la visione unicamente focalizzata su geni, selezione naturale e competizione fosse ristretta e parziale. Questo non significa – come sottolineano in un meraviglioso manuale Scott Gilbert e David Epel, due dei più importanti studiosi di una nuova branca dell’evoluzione, l’ecologia dello sviluppo o eco-evo-devo – che concetti come la competizione e la selezione naturale non siano più validi, o che debbano essere abbandonati. Essi mantengono, senz’altro, tutta la loro rilevanza teorica e pratica, ma devono essere inseriti all’interno di un più ampio quadro di fenomeni e processi che caratterizza il mondo dei viventi nella sua pluralità. (segue)

Testo integrale: https://www.iltascabile.com/scienze/margulis-eco-evo-devo-evoluzione/